Osservatorio Italiano della Manutenzione 4.0

20/06/2017 16:12:41

Le nuove tecnologie digitali permetteranno di acquisire un vantaggio competitivo a chi le adotterà in tutti i settori e in tutte le funzioni organizzative e porteranno ad un’evoluzione dei modelli di business aziendali e delle competenze necessarie.

Ma questo “step change”, che a mio avviso risulta inevitabile, pena la perdita di competitività e il rischio molto probabile di rimanere fuori dal mercato che evolve, non sarà così facile e richiederà del tempo. Serve pertanto evitare il cosiddetto digital divide: chi ha il capitale e il know-how necessario è in grado di affrontare il cambio di paradigma, gli altri rimangono fuori. Ma per farlo occorre innanzitutto creare consapevolezza e quindi sensibilizzare sull’importanza del tema.

Il rischio più grande riguarda l’aspetto temporale. È indubbio che il gap nazionale rispetto agli altri paesi europei, in primis Germania e Francia, ma anche gli Stati Uniti, stia aumentando nonostante il Piano Nazionale di Industry 4.0. Tante delle opportunità previste dallo stesso piano rischiano di non cogliersi, almeno nei tempi attualmente previsti dal piano stesso. In primis le agevolazioni fiscali che prevedono allo stato attuale un’accessibilità per investimenti tangibili o intangibili da effettuarsi entro dicembre 2017 e consegne da realizzarsi al più tardi entro giugno 2018.

Cosa significa tutto questo? Che è in atto una grossa resistenza al cambiamento che rischia di danneggiare il futuro di questo paese se non si partirà in maniera decisa e unita verso una crescita in ottica 4.0. Il punto di partenza non può che essere la conoscenza perché alla base di qualsiasi processo evolutivo esiste una comprensione profonda della necessità del cambiamento, dei benefici che ne scaturiscono e anche degli impatti che ne deriveranno. Questo implica che sarà necessario dedicare molta attenzione alla politica di change management e valutare i percorsi migliori per attuare il nuovo paradigma eliminando o perlomeno riducendo gli impatti negativi e valorizzando al massimo i benefici. È questo uno dei principali motivi per cui A.I.MAN. ha creato l’Osservatorio Italiano della Manutenzione 4.0 quale entità necessaria ad esplicare la sua mission culturale e farsi portatore di una crescita della conoscenza nel campo manutentivo con particolare attenzione agli aspetti innovativi. D’altronde uno degli aspetti peculiari delle nuove tecnologie digitali riguarda la funzione predittiva tramite data mining real-time dei dati di tipo strutturato e non strutturato. La loro visualizzazione, elaborazione e correlazione intelligente per il tramite degli advanced analytics permetterà di predire i potenziali functional failure che riguarderanno l’asset, opportunamente modellizzato in un ambiente virtuale. Il grande valore aggiunto reso disponibile sarà nuovamente la conoscenza dello stato di conservazione degli asset attuale e futuro con tutti gli aspetti ad esso connesso in termini di integrità e performance. Ciò renderà possibile la gestione degli asset in un’ottica orientata alla creazione del valore e nel rispetto degli aspetti di safety, incolumità pubblica, produttività, qualità ed economicità.

In questo scenario il protagonista sarà l’uomo che in futuro avrà sempre di più l’ownership e la responsabilità delle decisioni strategiche, ma con un supporto tecnologico che gli permetterà di avere a disposizione tutte le informazioni necessarie per fare la scelta ottimale e al tempo stesso di gestire i processi decentralizzando l’intelligenza ed attivando operazioni e decisioni automatiche nel rispetto dei requisiti di velocità e flessibilità richiesti.

Chi avrà interpretato la digitalizzazione come opportunità e avrà acquisito i driver della trasformazione digitale fondati essenzialmente sulla formazione continua vedrà accrescere e diversificare le proprie competenze con ottime prospettive di salvaguardia nel mercato del lavoro.

Da questo punto di vista L’Osservatorio Italiano della Manutenzione 4.0 è uno strumento a disposizione di tutti i soci che permetterà di entrare in contatto con gli stakeholder che ruotano attorno al tema e quindi a un estremo i provider tecnologici di soluzioni ICT o industriali e all’altro gli end-user. Ad integrazione di questo ecosistema la presenza del mondo della ricerca e l’expertise ad alto valore aggiunto costituito in primis dal Consiglio Direttivo A.I.MAN. ma anche e soprattutto dagli stessi soci che spaziano a 360° attorno a tutti i settori specifici. Un ruolo essenziale quindi l’avranno i partner, rappresentati da coloro che credono nelle soluzioni tecnologiche di cui dispongono ma che è importante che ascoltino le esigenze specifiche e conoscano il diverso contesto degli end-user per realizzare la soluzione ad hoc. Credo che questo sia il modo migliore in termini di efficacia ed efficienza perché permette di far entrare in contatto soggetti fortemente interessati al raggiungimento dei propri target e disposti a dedicare il proprio tempo visto come investimento ad alto valore aggiunto in conoscenza.

«La logica alla base dell’Osservatorio Italiano della Manutenzione 4.0 è quindi la logica del network e della partnership

Una rete costituita da elementi che contribuiscono alla crescita della stessa dove è richiesto il contributo di tutti nell’interesse della crescita del network e non dei singoli. L’integrazione di esperienze e know how diversi genera valore per tutti. Questo modus operandi che a mio avviso dovrebbe già essere la logica di lavoro attuale si diffonderà sempre di più in futuro e si basa sul principio della cooperazione dove tutti operano per raggiungere obiettivi anche diversi dai propri.
 

Saverio Albanese, Presidente A.I.MAN.