Manutenzione del costruito: nuove opportunità di mercato per le società d’ingegneria e per le imprese specializzate in manutenzione.
La manutenzione moderna è nata e si è sviluppata come scienza autonoma con l’avvento della produzione di massa, e la possiamo configurare come una risposta coerente ai bisogni di affidabilità e disponibilità sorti con la rivoluzione industriale, la logistica e il settore militare, prima, e la ricerca aerospaziale e nucleare, poi.
Se invece facciamo un’analisi storica, che risalga ai primordi della nostra civiltà, la manutenzione dell’ambiente costruito è la prima efficiente risposta economica alternativa alla ricostruzione del bene danneggiato.
Oggi, la manutenzione ha assunto un valore così importante fra le attività umane, al punto che nel valutare il grado di sviluppo delle nazioni, la comunità europea, utilizza la capacità di fare manutenzione fra i parametri fondamentali di giudizio.
Ciò non ostante, per tutto il novecento, se si eccettua il lavoro di pochi pionieri, la manutenzione nel costruito e nei servizi non è stata interessata dall’innovazione ed ha continuato a rappresentare un male necessario per la fruibilità dei beni.
Dal 2000 in poi la situazione è cambiata, da un lato, per la costante riduzione del mercato industriale, e poi per la progressiva espansione del mercato del costruito, dove si sono diffuse in questi anni l’ingegneria di manutenzione e la diagnostica tecnica precoce.
Per quest’ultimo aspetto, sono interessanti gli sviluppi sia nella manutenzione dei beni artistici, paesistici e archeologici, sia nella manutenzione urbana.
La manutenzione del costruito, pertanto, rappresenta oggi una sorta di nuova “frontiera” per la manutenzione.
Un mercato in espansione, inizialmente povero, ma sempre più ricco, e una buona opportunità per le nostre imprese specializzate nella manutenzione e nell’ingegneria.
Le aziende oggi impegnate soprattutto nella manutenzione industriale, con pochi accorgimenti, possono a pieno titolo beneficiare della “frontiera” espandendo le proprie attività nel mondo del costruito e dei servizi.
I fondamenti della manutenzione, infatti, se escludiamo l’ambito delle tecniche, hanno carattere generale e sono indipendenti dal settore merceologico.
I principi, l’organizzazione, l’ingegneria e la diagnostica, per citare alcune fra le principali aree d’intervento, sono quindi facilmente mutuabili fra i diversi settori.
Contrariamente a gran parte dell’industria, nel costruito, e più ancora nei servizi, il processo manutentivo si trova spesso “fuori controllo” e per nulla ottimizzato, e ciò fa nascere buone opportunità di business per le imprese specializzate.
Le tradizionali imprese che operano nell’ambito del costruito, soprattutto nell’edilizia e in alcune tipologie impiantistiche specifiche (termotecnica, idraulica, elettricità), non saranno in grado, nel breve periodo, di cogliere quest’opportunità.
L’area di sviluppo più interessante, in questo senso, è la manutenzione urbana.
Gli esperti prevedono un grande sviluppo della manutenzione nelle città, laddove troveremo i principi fondamentali e gli elementi costitutivi della manutenzione come li abbiamo conosciuti e studiati nel mondo industriale, senza soverchianti differenze.
Bisogna fare però attenzione ad una serie di complessità sociali e politiche che sono praticamente sconosciute alla manutenzione industriale.
Il tema, nonostante le prevedibili iniziali difficoltà di approccio, rimane ugualmente di grande interesse, per il sempre maggiore impatto che ha sui cittadini e, di riflesso, sugli amministratori delle città che devono realizzarne le aspettative.
La crescente complessità dei manufatti presenti nelle città, sempre più ricchi di impiantistica, richiedono una visione strategica della manutenzione, vista in una logica di sistema, che va ben oltre il semplice mantenimento del singolo edificio o di un’infrastruttura.
Il ciclo di vita della Città, se comparato ai prodotti e alle macchine industriali, è straordinariamente più lungo e ricco d’episodi di degrado e di indisponibilità, i quali solo con un’attenta manutenzione possono essere padroneggiati.
La manutenzione della città, poi, è l’elemento cardine di quella qualità urbana che rappresenta oggi una delle principali sfide della nostra società.
Una manutenzione puntuale può garantire, infatti, il raggiungimento di una qualità “sostenibile” dell’ambiente urbano, adeguata ai bisogni e alle aspettative dei cittadini.
Il mercato della manutenzione dell’ambiente costruito ed in particolare la manutenzione urbana con le sue complessità, è quindi una sfida interessante per gli esperti di ingegneria e di manutenzione che sinora hanno operato prevalentemente nel settore industriale, e un potenziale business per gli anni a venire.
Si richiede, infatti, il superamento delle attuali criticità e l’adozione di adeguate risposte organizzative in un’ottica che non deve limitarsi agli aspetti della gestione, come accade con il Facility Management, ma che deve persegue obiettivi di economicità lungo tutto il ciclo di vita dei beni, dalla progettazione alla dismissione.
Saremo all’altezza di questo importante compito?
Maurizio Cattaneo